Come gestire e tutelare il patrimonio edilizio nazionale.


I tanti eventi catastrofici degli ultimi anni non ci hanno insegnato proprio niente ?

In questi giorni, in occasione del recente terremoto a Capri si fa un gran parlare di patrimonio storico da tutela e nel contempo di contrasto all’abusivismo edilizio.

Pochi però centrano il vero problema che è legato all’inadeguatezza di molte costruzioni presenti sul territorio nazionale, mal costruite (a volte anche senza le adeguate autorizzazioni), realizzate su terreni urbanisticamente non idonei, realizzate senza tenere conto dei principi elementari di buona costruzione o peggio, speculando risparmiando sulla qualità dei materiali.

Quando poi i fabbricati si trovano all’interno di centri storici, la verifica della qualità edilizia diventa praticamente impossibile in quanto occorre coniugare il valore storico dell’edificio con le norme di sicurezza e ciò non sempre è possibile, soprattutto quando gli edifici sono private abitazioni.

Quando però si tratta di edifici pubblici (scuole, chiese, musei, uffici, sedi di enti pubblici) allora occorre attuare sane politiche di messa in sicurezza degli immobili in modo che chi vi deve entrare per godere dei servizi presenti lo possa fare in tutta sicurezza. E’ su questo terreno che gli enti non sempre sono “in regola”, proprio loro che sono preposti al controllo vengono sovente a trovarsi scoperti.

La diffusione e la vastità del fenomeno fa si poi che nessuno se ne preoccupi più di tanto, almeno finchè non succede nulla di eclatante come può essere un terremoto o una esondazione. E’ allora che si fa un gran polverone (soprattutto a livello mediatico) ma poi, passata la bufera tutto torna nella dimenticanza totale.

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo da indicazioni chiare in merito alla tutela dei Beni Culturali che è regolata dalla Parte II del Codice dei Beni Culturali, D.lgs. 42/2004. (Artt. 10 e 11) ma l’elenco dei Beni Culturali da tutelare è talmente esteso che sembra quasi impossibile intervenire sugli immobili.

Censire il patrimonio per conoscerlo, tutelarlo e adeguarlo.

Per non passare sopra e questi problemi occorrerebbe innanzitutto avere un Censimento del Patrimonio Edilizio da Tutelare al fine di conoscerne le carenze, le peculiarità e il reale valore artistico e culturale. Solo allora si potrà dire di avere il controllo della situazione e poterne misurare l’effettivo valore storico culturale.

Per supportare gli enti pubblici nel compito arduo di censire il Patrimonio abbiamo realizzato il modulo PET – Patrimonio Edilizio da Tutelare per WebSIT® che consente la mappatura rapida del patrimonio edilizio e la consultazione (da parte di tutti i cittadini) delle valutazioni fatte in sede di censimento del bene.

Guarda il video che ti spiega come realizzare anche nel tuo Comune il Censimento del Patrimonio Edilizio da Tutelare